PADOVA

Il fango delle Terme Euganee è DOC ed è il migliore

La conclusione, presentata a metà febbraio, è l’ultimo tassello della ricerca che da più di trent’anni il Centro Studi Termali Pietro d’Abano conduce e determina scientificamente l’unicità e l’alto potere curativo dei fanghi Euganei, definiti «uno dei processi biotecnologici più antichi messi in atto per la selezione di una specifica microflora benefica».

Dalle feritoie dei tombini delle strade escono vapori di zolfo e calde esalazioni provenienti dagli alberghi convenzionati col Sistema Sanitario Nazionale per le cure di fangoterapia. Le Terme Euganee (in epoca romana conosciute anche come “acquae patavine”) sono la prima e più grande area in Europa per la salute preventiva, con oltre 240 piscine termali dove i quattro elementi della natura – acqua, aria, terra e fuoco - si fondono insieme per sprigionare tutta la loro forza benefica.
Mai come in questo caso l’acronimo Spa - Salus per Aquam - è espresso nel suo significato più autentico. Perché questi cinque comuni immersi nel verde del Parco Regionale dei Colli Euganei: Abano, Montegrotto, Galzignano, Battaglia e Teolo (e tutti, fatta eccezione per Teolo, sono seguiti dal suffisso “Terme”) costituiscono insieme un comprensorio termale dotato di wellness center e reparti specializzati in fangobalneoterapia e cure inalatorie.
Oggi, come duemila anni fa, quando l’ecosistema era un arcipelago di rilievi vulcanici e ora quella stessa acqua che scorre nel sottosuolo a una profondità di 3000 metri, arricchendosi di sali minerali (cloruro di sodio, iodio e bromo soprattutto), arriva alla superficie e viene convogliata direttamente all’interno degli alberghi dove con i vapori si curano patologie delle vie respiratorie mentre la miscela di argilla è una panacea per reumatismi, artrosi e osteoporosi. La componente biologica di questi fanghi, in particolare quelli di Abano e Montegrotto, è ricca di microalghe che ne fanno un farmaco naturale ad elevata azione antinfiammatoria, monitorato periodicamente dal Centro Studi Termali Pietro d’Abano e addirittura registrato, nel 2005, all’Ufficio Brevetti Europeo.

Oltre ad essere la culla del benessere, le Terme Euganee offrono anche paesaggio e cultura, motivo in più, dunque, per visitarle. Questa zona – che molti paragonano al Chianti, altri alle Langhe e altri ancora alla Franciacorta – ispirò il Foscolo per “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” e la scelse Petrarca per abitarci; in passato visse quasi esclusivamente degli indotti del turismo termale tedesco ed oggi si rinnova con iniziative e programmi che vanno sempre sotto il denominatore comune della salute e qualità della vita, ma anche con protocolli completi che integrano terme, nutrizione ed esercizio fisico. Per curare, oltre agli acciacchi, anche le cattive abitudini alimentari, sedentarietà e stress ed educare l’ospite ad un corretto stile di vita capace di garantirgli il mantenimento dei risultati ottenuti, anche al rientro a casa.
Infine, si può scientificamente affermare dopo una ricerca di oltre un anno compiuta dal Centro Studi Termali Pietro d’Abano (creato nel 1981 dagli albergatori di Abano e Montegrotto per la ricerca nel campo della medicina termale), e dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova (di cui fa parte l’Orto Botanico Patrimonio Unesco come bene culturale dal 1997),che l’unicità dei fanghi delle Terme Euganee è riconosciuta per i suoi effetti benefici.

Il Dipartimento di Biologia ha estratto il DNA dei cianobatteri, responsabili dell’altissimo potere antinfiammatorio, antiossidante e immunostimolante dei fanghi Euganei, ed è stato provato che tali microorganismi si possono sviluppare solo dall’argilla vulcanica del Bacino Euganeo fatta maturare nelle vasche degli hotel per almeno due mesi in acqua termale Euganea ad una ben determinata temperatura.
La conclusione, presentata a metà febbraio, è l’ultimo tassello della ricerca che da più di trent’anni il Centro Studi Termali Pietro d’Abano conduce e determina scientificamente l’unicità e l’alto potere curativo dei fanghi Euganei, definiti «uno dei processi biotecnologici più antichi messi in atto per la selezione di una specifica microflora benefica». L’hotel Abano Ritz, ad esempio, ha partecipato al progetto mettendo a disposizione le sue vasche termali di maturazione per i diversi prelievi.

CONSORZIO TERME EUGANEE www.consorziotermeeuganee.it

Germana Cabrelle