PARLIAMO DI COMUNICAZIONE

Conoscere il Linguaggio del corpo e le Micro-espressioni

Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo... Procediamo nella nostra rubrica "PARLIAMO DI COMUNICAZIONE" pubblicando un nuovo articolo di Fabio Pandiscia (autore di vari libri, psicologo clinico, Master trainer Pnl, coach, Trainer body language)

Il linguaggio del corpo permette di decifrare la comunicazione inconscia dei nostri interlocutori, stabilire immediatamente un buon rapport, essere più persuasivi e scoprire chi ci sta mentendo. Nessuno mente allo stesso modo, ma ogni bugiardo lascia comunque qualche segnale in grado di scoprirlo, insegnare le microespressioni è il nostro compito.


Raschiarsi la gola, toccarsi il naso, passarsi la lingua sulle labbra, portare una mano sulla nuca sono esempi di tutti quei segnali che produciamo quotidianamente con il nostro corpo, senza neanche esserne consapevoli.

Generalmente siamo portati ad ignorare questi gesti e anche se ci dovessimo far caso non diamo loro nessun significato.
Saper interpretare il linguaggio del corpo ci fornisce una chiave di lettura per renderci conto all’istante dell’impatto emotivo di un nostro comportamento.
Infatti possiamo sapere in tempo reale se i nostro argomenti o le nostre azioni vengono gradite all’interlocutore o se invece suscitano rifiuto o anche tensione.

Comunque, la cosa più importante, conoscere queste metodologie ti darà la capacità di renderti conto di ciò che accade prima ancora che l’altro ne diventi cosciente!
Queste conoscenze sono accessibili a chiunque grazie ad un metodo di facile apprendimento e prove pratiche.
Conoscere il Linguaggio del Corpo ti permetterà di essere più persuasivo nelle interazioni private e professionali.

Parliamo quindi di Linguaggio del corpo e decisioni importanti
Nell'articolo del 10 ottobre 2017 sul suo blog tratta l'argomento e scrive quanto segue:

Esistono segnali di indecisione?
Certo che si!
Per riconoscerli però, non possiamo sottovalutare il costesto e altri gesti secondari.
In genere li esprimiamo toccandoci la nuca, mordicchiando il labbro inferiore, oppure facendo dei grattamenti nella zona del mento.
Vale la pena però ricordare che non esistono singoli gesti da interpretare, ma il tutto deve essere analizzato nel contesto, e avvalorato da quelli che in gergo sono chiamati “riverberi gestuali“, ovvero altri gesti che vanno a dar significato al gesto iniziale.
Sarebbe bellissimo se avessimo davanti a noi una mappa della persona, dove ogni gesto ha un preciso significato, purtroppo non è cosi.
La cosa che però mi da più fastidio è che addirittura alcune persone che fanno formazione hanno la tendenza a dire il contrario, cioè danno un preciso significato a molti gesti.
Ripeto, non è possibile dare significato ad ogni piccolo gesto senza analizzare altri segnali non verbali e senza analizzare il contesto.
È quindi facilmente riconoscibile il formatore “fuffaro” che dice: “se ti gratti in questo modo signifcia questo", “se ti gratti in questo punto significa quest’altro”.
Ancora peggio sono le persone che dicono “se fumi in questo modo, vuol dire che hai questo carattere”, oppure “se dormi in questo modo, significa …” e via discorrendo.

di Fabio Pandiscia

Decisioni

Anteprima: 

Il 10 ottobre è uscita una piccola intervista su radio stereo 5 di cuneo dovo il dott. Pandiscia ha parlato proprio di questo argomento, la registrazione audio purtroppo non è ottimale, ma è comunque ascoltabile.
Buon divertimento!

Video: 
Tipologia: 
video