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Perchè il cane non torna al richiamo

Ci sono quattro cause principali per cui un cane in libertà si allontana dal proprietario e non ritorna al suo richiamo, vediamole insieme

Buongiorno cari lettori, ben ritrovati all’interno della rubrica dedicata al 4 zampe per eccellenza: il cane!

Per chi si fosse perso gli articoli precedenti, vi ricordo che è possibile recuperarli partendo dal punto di menù ambiente. Abbiamo parlato di alimentazione ed abbiamo iniziato una serie di articoli ricchi di consigli utili per l’educazione del cane. Oggi parliamo di come mai alcuni cani non tornano al richiamo quando sono in libertà, magari al parco.

Ci sono quattro cause principali per cui un cane in libertà si allontana dal proprietario e non ritorna al suo richiamo, vediamole insieme:

La prima probabile causa è che cane e proprietario siano “slegati”, ossia che il proprietario non abbia instaurato con il suo cane una relazione solida ed una buona interconnessione, tale per cui il cane si senta di dover/voler rimanere accanto al suo padrone anche quando è libero.

Per risolvere questo tipo di problema si dovrà lavorare molto sulla relazione.

Si tratta di un lavoro a 360 gradi, da fare durante il giorno, tutti i giorni con l’aiuto di un educatore cinofilo.

 

La seconda possibile causa è che il cane segua il proprietario, ma gli stia lontano. 

Il principale motivo di questo comportamento sta nel timore da parte del cane di essere “riagganciato” al guinzaglio troppo presto, prima che lui abbia avuto la possibilità di giocare e divertirsi a sufficienza.

In pratica il cane ha collegato il fatto che quando il proprietario lo richiama, la passeggiata è finita e si torna a casa.

Ma potrebbe esserci anche un altro motivo: il cane potrebbe avere paura a ritornare, perché in passato è stato rimproverato.

Anche in questo caso occorre lavorare sulla relazione, in particolare nelle modalità in cui si richiama il cane, sempre seguiti dai consigli di un educatore.

 

La terza causa potrebbe essere dovuta al fatto che il cane scambi il richiamo per un gioco.

In questo caso l’animale si diverte a farsi rincorrere dal proprietario, il quale in realtà non ha nessuna voglia di giocare a “prendimi”.

Per risolvere questo problema bisognerà esercitarsi su altri tipi di richiamo, per esempio il richiamo da fermo, o il richiamo al segnale dell’educatore (se si sta facendo un percorso di educazione).

 

Il quarto possibile motivo è che il cane sia molto più interessato ad altro piuttosto che rimanere concentrato sul padrone. 

Di solito questo accade nei cani che, per predisposizione genetica, si concentrano per esempio ad annusare odori (come i cani da caccia, che si allontanano dal cacciatore per cercare la preda) oppure nei cani nordici che tendenzialmente tendono ad allontanarsi e scappare.

In questo caso si può provare a usare degli stimoli appetitivi (bocconcini) collegati al richiamo.

 

Per quanto riguarda il modo in cui richiamare il cane, ecco alcuni semplici suggerimenti: 

Per prima cosa, occorre cercare di capire quale sia il momento più adatto per richiamare il cane, ossia quando lui non è impegnato a fare qualcosa di troppo interessante, come per esempio giocare con un altro cane o annusare intensamente per terra.

In questo modo sarà più facile ottenere velocemente la sua attenzione.

 

Il cane va chiamato con tono festoso, non con tono punitivo.

Quando il cane arriverà, è consigliabile premiarlo con delle carezze oppure con dei bocconcini.

 

Bene, anche oggi spero di avervi dato consigli utili! Per ora vi saluto e vi ricordo che per approfondire gli argomenti trattati potete scrivere alla casella info@ilsuperdog.it o collegarvi al sito www.ilsuperdog.it

 

Vi aspetto la prossima settimana con un nuovo articolo.

Tanja Gattolin

Educatore cinofilo.

di TANJA GATTOLIN

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