STRATEGIA AZIENDALE

Knowledge management: nuova opportunità per le aziende

In una realtà così competitiva e soggetta ad evoluzioni repentine, le aziende devono essere pronte e preparate ad affrontare ogni cambiamento, cercando di ottimizzare i propri punti di forza e le opportunità che possono sfruttare. Lo sterile adattamento al cambiamento del mercato non è più sufficiente. È necessario che lo sforzo impiegato in questa trasformazione possa diventare allo stesso tempo un'opportunità di crescita e di business.

In una realtà così competitiva e soggetta ad evoluzioni repentine, le aziende devono essere pronte e preparate ad affrontare ogni cambiamento, cercando di ottimizzare i propri punti di forza e le opportunità che possono sfruttare.
Lo sterile adattamento al cambiamento del mercato non è più sufficiente. È necessario che lo sforzo impiegato in questa trasformazione possa diventare allo stesso tempo un'opportunità di crescita e di business.
Gestire la conoscenza e la competenza, in questo caso, assume un ruolo determinante per incentivare la competitività aziendale. La conoscenza e l'esperienza sono la chiave di volta per il successo dell'attività dell'azienda e devono essere condivise tra i collaboratori con facilità.
Ecco che a questo scopo viene in aiuto il 'Knowledge Management' che è l'insieme di strumenti informatici e metodi, ideati per ottimizzare l'identificazione e la capitalizzazione delle conoscenze aziendali più preziose, al fine di organizzarle in modo efficiente e promuoverne la diffusione nel modo più semplice.
Il termine 'Knowledge Management' è nato nel 1986, da Karl Wiig, che durante la conferenza realizzata dall'Organizzazione Internazionale dei lavoratori delle Nazioni Unite, lo definì come la 'costruzione, rinnovamento e applicazione sistematici espliciti e deliberati della conoscenza per massimizzare l’efficacia legata alla conoscenza di un’impresa e il rendimento del suo patrimonio conoscitivo'.
Molti imprenditori spesso trascurano il vantaggio di una gestione efficace della conoscenza. Quando un collaboratore è preparato in una determinata mansione, per loro è sufficiente e non si preoccupano di pensare a come possa interconnettersi nei processi aziendali. C'è un lavoro da svolgere e deve essere svolto, punto e basta. Questo tipo di ragionamento porta a rallentare i processi interni e a danneggiare fortemente il business. Se un collaboratore non ha idea di cosa stia facendo il suo collega nell'ufficio a fianco, come può ottimizzare il proprio lavoro e agevolare i processi produttivi?
Ognuno penserà a se stesso senza vedere l'azienda come un processo di collaborazione attiva, ma solo una sorta di collaborazione passiva in cui ognuno pensa solo a se stesso.
Il Knowledge Management vuole permettere alla realtà aziendale di creare un sapere diffuso, rendendo le informazioni accessibili a tutti i collaboratori, per velocizzare i processi interni e aumentare l'efficacia e l'efficienza lavorativa.
Assume grande rilievo la conoscenza pratica, la condivisione delle esperienze, le competenze individuali e le abilità speciali, che devono entrare a far parte del patrimonio informativo dell'azienda.
Non parliamo di sterili informazioni o dati generici, ma di 'conoscenza tacita' che deve poter essere condivisa. Per conoscenza tacita si intende il sapere che il possessore ha maturato nel proprio contesto lavorativo, frutto di esperienze e difficilmente comunicabili.
Questo risultato può essere raggiunto solo grazie ad un ambiente lavorativo che promuova la collaborazione e che non faccia temere che condividere la propria conoscenza significhi rischiare di perdere autorevolezza nella realtà aziendale. Alcuni imprenditori pensano che la competitività aiuti ad aumentare le performance del collaboratore, ma in realtà favorisce lo stress e tende a danneggiare la produttività, perché la scarsa collaborazione ed il clima ostile portano a trascurare gli obiettivi primari dell'attività.
Per strutturare un Knowledge Management efficiente, molte aziende hanno adottato una soluzione informatica che permette loro di trasferire e condividere con facilità tutte le informazioni che ritengono utili.
Questa tecnologia nasce per agevolare e supportare tre processi:
1. il reperimento delle informazioni utili per permettere ai collaboratori di ottimizzare le proprie attività e aumentare la loro efficienza,
2. la gestione delle informazioni in maniera strutturata,
3. agevolare la normale collaborazione per ottimizzare i progetti aziendali e sviluppare le conoscenze in maniera condivisa (più teste ragionano meglio di una sola).
Oggigiorno vi sono piattaforme apposite che possono aiutare la conoscenza partecipativa, ma alla base di ogni successo non deve mai mancare la volontà dei collaboratori di vedere la conoscenza non come un segreto da custodire gelosamente, ma un bene che più viene condiviso e più genera vantaggio. A questo scopo, un Team Leader preparato potrà agevolare la comunicazione tra i collaboratori e la volontà di creare una rete informativa che porterà l'azienda ad aumentare il business ed essere competitiva.

 
di FABRIZIO ROSINI